CALENDARIO ESCURSIONE 2018


14 gennaio LIGURIA FOSSOLA – MONESTEROLI - CAMPIGLIA

Da La Spezia si sale verso Rio Maggiore, subito  dopo la galleria, raggiunto il versante mare, si parcheggia sulla sinistra e si imbocca il sentiero 535 che da Fossola ci porta, attraverso un percorso ben tenuto e a picco sul mare, tra pini, corbezzoli ,sugheri ,scope e asparagine ,all’imbocco del sentiero 536 . Si scende verso il mare , da subito la scalinata sembra tuffarsi nel mare blu  e anche percorrendola più volte avremo la medesima sensazione. Si percorre tutta la scalinata , monumento alla fatica dell’uomo, cosiddetta  scala del paradiso, fino al villaggio di Monesteroli . Monesteroli è un villaggio  formato da poche case ,con paesaggio incantato, silenzioso e fuori dal tempo, tra terrazze un tempo coltivate a ortaggi e vitigni e che oggi sta lentamente riprendendo a vivere. Di  anno in anno ristrutturano le case ripristinano le terrazze ed appaiono qualche panni stesi al sole .  La grande scala, 1000 sono gli scalini o gionda, ci porta al mare in  una ansa che sollecita la voglia di tuffarsi.

Una sosta per riprenderci dalla discesa ripida e meravigliosa , un poco in siolenzio per ammirare il paesaggio e sentirci nei paesaggi lontani .

Risaliamo il sentiero 536 fino all’incrocio con il sentiero 504 e proseguiamo sul sentiero 504 in direzione Campiglia. Da Campiglia dopo una sosta per caffè si prosegue nell’Alta Via delle 5 Terre in direzione Sant’Antonio e passata la chiesa di Sant Antonio si prosegue , ancora a picco sul mare in discesa sul sentiero 534 verso Fossola. Un bellissimo tracciato di sassi perfettamente mantenuto , strada di collegamento tra i paesi , ancora bella nonostante di un tempo ,ci riporta a Fossola dove dopo  poche centinaia di metri ritroviamo il punto di partenza.

Difficoltà: E

Dislivello: + 300, -300

Ore di cammino: 6

Accompagnatori: Bigini , Lazzoni, Musetti, Riccardi, Alberti

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28 gennaio TRAVERSATA DELLE FRAZIONI CAMAIORESI

La TFC è un percorso curato dall’Associazione degli Amici della Montagna che collega le frazioni collinari del Comune di Camaiore.  L’itinerario, lungo circa 30 km, parte dal paese di Santa Lucia, sulle colline di Capezzano Pianore e arriva a Fibbiano Montanino in Val Freddana.

L’escursione proposta prevede la partenza da Salapreti (240 m) da dove, in circa 40 minuti di cammino in piano, si arriva alla piccola frazione di Agliano Peralla (290 m). Si prosegue ed in circa 1 ora e 45 minuti si arriva a Torcigliano (385 m) posto sulle pendici del monte Pedone, la cima più meridionale della dorsale del monte Prana. Da Torcigliano si continua superando la profonda incisione del rio Lucese fino ad arrivare a Gombitelli (492 m) paese famoso per la produzione artigianale di salumi e per essere un’isola linguistica con un dialetto simile ad alcuni del nord Italia da dove provenivano le prime famiglie di fabbri che si stabilirono nella zona.

Il percorso per il rientro verrà deciso in base alla percorribilità dei sentieri.

Difficoltà: E

Dislivello: + 450, -700

Ore di cammino: 6

Accompagnatori: Manfredi, Quadrelli, Riccardi, Mazzei

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18 febbraio LUCCA – VIA DEGLI ACQUEDOTTI

A pochi passi dalla stazione ferroviaria di Lucca ha inizio l'itinerario della Via degli Acquedotti che, attraverso il Monte Pisano, collega le due città d'arte toscane

Imboccata la Via del Tempietto troviamo immediatamente il “Tempietto-cisterna di San Concordio” dove giungeva a cavallo di 459 archi, l’acqua sorgiva dal vicino Monte Pisano. I lavori di costruzione dell’acquedotto, realizzato per volontà di Maria Luisa di Borbone grazie al regio architetto Lorenzo Nottolini, iniziarono nel 1823 e, interrotti più volte, terminarono nel 1851. Si cammina lungo l'intero acquedotto fino a raggiungere il Tempietto-cisterna di Guamo e successivamente la Serra Vespaiata) chiamata “Alle parole d’oro”.

Attraversando quest’area, inoltrandoci nel bosco, arriviamo alla Gallonzora dove dall’alto si può godere di un bellissimo panorama sulla piana lucchese, le Alpi Apuane e l’Appennino. L’itinerario continua fino a raggiungere Vorno, un grazioso paese di fondovalle da sempre legato all’acqua. Proseguendo, inizia la parte più impegnativa dell'intero percorso dove, tra boschi di Castagni e accompagnati dal rumore dell’acqua del Rio di Vorno, si raggiunge l'importante valico di Campo di Croce a oltre 600 metri di quota.

Percorso un breve tratto della antica strada che collega Agnano a Santallago, con vista panoramica  sulla piana pisana e il mare, si discende per la Valle delle Fonti e  si arriva alla località  bottinelli, dove si possono ancora ammirare opere di captazione e regimazione idraulica dell’Acquedotto Mediceo che da questa valle continua ancora oggi a portare acqua sorgiva alla città di Pisa. Scendiamo fino ad Asciano ,si raggiungere il Bottino di San Rocco dove ha inizio la conduttura sopraelevata costituita da 934 archi. Ci si incammina quindi lungo l’acquedotto Mediceo costruito tra il 1591 e il 1613 grazie alla ingegnosa idea del granduca di Toscana Ferdinando I de’ Medici fino ad arrivare alle mura della città di Pisa.

Difficoltà: T

Dislivello: + 50, -50

Ore di cammino: 8 – KM. 20

Accompagnatori: Bigini , Lazzoni, Musetti, Riccardi, Alberti

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4 marzo ANELLO LEVANTO – MONTARETTO – SALTO DELLA LEPRE – BONASSOLA - LEVANTO

Dal lungomare di Levanto si segue, in direzione Genova, il sentiero Verde-Azzurro che sale fino alla case di Scernio (182 m). Superata la strada provinciale si imbocca uno stradello conosciuto come “Via Romana” che aggira l’abitato di Bonassola fino a raggiungere le case di Costella (175 m) e la chiesa di San Giorgio con un bellissimo sagrato che si affaccia sul mare. Si continua in moderata salita lungo un torrente dove sono presenti vari mulini fino ad arrivare alla frazione di Montaretto(297 m). Dopo la visita al paese, con le case strette lungo l’unica strada, si inizia a scendere verso la località di Salice (202 m) da dove si raggiunge prima la sella di Carpeneggio e poi il Salto della Lepre, un promontorio di roccia nuda a picco sul mare con uno splendido panorama che spazia da punta Mesco al monte di Portofino.

Dopo la sosta si riprende il cammino verso Bonassola e la sua bella spiaggia da dove, percorrendo le gallerie della vecchia linea ferroviaria trasformata in percorso ciclo pedonale, si torna a Levanto.

Difficoltà: E

Dislivello: + 400, -400

Ore di cammino: 5/6

Accompagnatori: Manfredi, Quadrelli, Riccardi, Mazzei

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18 marzo  VAL DI VARA – ALTA VIA MONTI LIGURI – BAITA DELLA LUNA

L’AVML è un sentiero lungo 440 km che unisce Ventimiglia, al confine con la Francia, a Ceparana, in prossimità del confine tra Toscana e Liguria, percorrendo quasi integralmente lo spartiacque principale delle montagne liguri. L’escursione si svolge nella zona del rifugio Baita della Luna, ultimo posto tappa dell’Alta Via, posto lungo il crinale che divide la Val di Vara dalla Lunigiana.

I dettagli dell’escursione verranno definiti in base alla percorribilità dei sentieri.

Difficoltà: E

Accompagnatori: Manfredi, Riccardi, Quadrelli, Mazzei

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8 aprile  FRANCIGENA – MONTERIGGIONI – SIENA – TAPPA 33

Dalla stazione ferroviaria di Castellina Scalo, si percorrono 2.7 km a piedi, 80 m di dislivello , siamo così a Monteriggioni

La discesa da Monteriggioni è un percorso gradevole e reso particolare dal terreno, argilloso e rosso, com’è tipico nella zona. A pochi chilometri dal borgo e non lontano da La Villa, è possibile sostare presso un contadino che nel cortile della sua casa accoglie i pellegrini, offrendo prodotti locali e un po’ di compagnia. Tale punto di ristoro è reso tanto più gradevole dalla totale mancanza di fonti lungo il resto della tappa.

Si attraversano il borgo medioevale di Cerbaia,oggi abbandonato ,e la boscaglia, prima di arrivare ai castelli della Chiocciola e di Villa e il Pian del Lago, seguito da un tratto asfaltato. Uscendo momentaneamente dal tracciato è possibile,  prendere una sterrata a destra e salire all’Eremo di San Leonardo al Lago.

Attraversato il bosco dei Renai, si raggiunge Siena tramite Porta Camollia, tradizionale accesso francigeno a Siena dei pellegrini

La tappa,è  relativamente breve e facile, ma vi è quasi totale mancanza d'acqua e di punti di ristoro

Difficoltà: T

Dislivello: + 50, -50

Ore di cammino: 6 – KM. 20

Accompagnatori: Bigini , Lazzoni, Musetti, Riccardi, Alberti

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15 aprile  MONTE BRUGIANA

Partenza dall’inizio della strada sterrata per Bergiola Foscalina, che si raggiunge superando con facilità un dislivello di 100 mt. Circa.

Su tracce di sentiero sopra l’abitato, prive si segnavia CAi, si raggiunge la strada di arroccamento della  cava Conbratta  (segnavia  151) che conduce verso la Rocchetta poi seguendo il crinale si raggiunge quota mt. 974 una delle due cime del Monte Brugiana. Da qui si raggiunge sempre sul sentiero 151 la vetta con la croce, dalla quale si può apprezzare uno straordinario panorama sulle Apuane e sul Mare, nonché sui bacini marmiferi di Carrara, il tutto per comprendere meglio le ragioni della necessaria difesa delle apuane.

Dalla “Croce” dopo una pausa seguendo il sentiero 152 sul versante mare si raggiunge la strada sterrata, percorsa la quale per un breve tratto si prosegue sul crinale sino al “Sacrario  -  Monumento ai caduti della Resistenza.”  Da qui sempre sul bosco di castagne si arriva al Centro Trekking per una meritata sosta e un buon caffè.

Poi si riprendono le tracce antiche e i sentieri che ci riportano al punto di partenza, “strada sterrata per Bergiola Foscalina”

Trasferimento con mezzi propri.

Dislivello circa 600 mt.

Percorrenza  5-6 ore

Adatto a escursionisti ben allenati

Difficolta E e per breve tratto  EE.

Accompagnatori: Manfredi, Riccardi, Quadrelli, Mazzei

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19 maggio LINEA GOTICA VIETINA – RIFUGIO PULITI

20 maggio RIFUGIO PULITI – RIFUGIO NELLO CONTI - RESCETO

Primo giorno.

Partenza da Vietina per sentiero che conduce al Folgorito, salita verso la vetta e ritorno al Cippo presso la foce Col di Melo, seguendo il sentiero di cresta sulle pendici e le strade sterrate del Monte Carchio si arriva al passo della Cardella, dove è posta una lapide in memoria dei Partigiani uccisi dai Nazifascisti. Seguendo il crinale si arriva al passo della Focoraccia, poi sempre sul sentiero 33 al passo del Pitone.

Su breve tratto di sentiero esposto si arriva al passo della Greppia e per Canalone fino al passo degli Uncini.

Da qui in discesa verso le Gobbie su segnavia 33/41 poi seguendo il sentiero  33 si arriva al rifugio Puliti in località Arni dove è prevista cena e pernottamento.

Secondo giorno.

Partenza da rifugio Puliti per sentiero 155 fino allo Schienale dell’Asino poi sentiero 150 fino al passo Sella, in alternativa si può raggiungere il passo Sella dalla strada di arroccamento delle cave. Dal passo Sella in discesa  sul sentiero 31 da qui in discesa con segnavia 31 fino ad Arnetola dove si incrocia la via Vandelli con segnavia  35 seguendo  la quale si arriva al passo Tambura, dove troveremo tracce di fortificazioni e trincee della Linea Gotica per arrivare alla finestra Vandelli e da qui al rifugio Nello Conti.  Dopo meritato riposo e appropriata alimentazione si riprende la discesa della Via Vandelli  per il paese di Resceto.

Per il trasferimento che è previsto con i propri mezzi sarà necessario coordinare il ritorno a Vietina degli autisti per tornare a Resceto a recuperare gli escursionisti partecipanti.

Tempi di percorrenza

1 giorno 6-7 ore  dislivello  1100 mt

2 giorno 6-7 ore dislivello   1100 mt

Percorso adatto a partecipanti esperti e ben allenati.

Accompagnatori: Manfredi, Riccardi, Quadrelli, Mazzei

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24 giugno FERRATA CONTRARIO – MT. 1630

Partenza da Forno, Biforco m. 400. Procediamo a sinistra per il Canal Fondone sentiero 168 e poi entriamo nel sentiero 167 della valle degli Alberghi, risalendo la omonima Lizza di cava ricca di fori da piro ed i piri dove venivano avvolti i cavi.  Risalita la Lizza la valle si allarga in un luogo solitario e selvaggio fino ad arrivare alla  Casa degli Alberghi m. 980 grosso edificio che dava ricovero ai cavatori. Superata la cava ed una fonte perenne, si raggiunge l’attacco della ferrata m. 1.060 che ora sale erta sul fianco del Pinzone. L’ascesa della via attrezzata, è molto dura e dopo circa 2,5h si raggiunge la quota m.1650 punto posto tra il Passo delle Pecore e la Forbice dove è possibile vedere il versante Garfagnino delle Apuane e la Val Serenaia.

Dopo una giusta sosta, scendendo molto facilmente si raggiunge il Rifugio Donegani m. 1200 circa, dove la gita trova gli amici  le macchine per fare ritorno a Massa.

Biforco m. 500 – Lizza degli Alberghi – Casa degli Alberghi m. 980 – attacco della ferrata m. 1060 – arrivo ferrata Passo delle Pecore m. 1630 – Rifugio Donegani m. 1200 circa (ritorno a Massa dalla Val Serenaia)

Tempo percorrenza  7/8 ore circa

Livello di difficoltà EEA

Dislivello + 1.200 metri circa

Dislivello – 400 circa

Accompagnatori: Bigini , Lazzoni, Musetti, Riccardi, Alberti

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1 luglio  I FIORI DELLA VIA VANDELLI - TAMBURA

In collaborazione con Associazione Aquilegia curatrice dell’ Orto Botanico Pian della Fioba in Apuane Massa si organizza escursione da Resceto al Rifugio Nello Conti per ammirare le fioriture della Via Vandelli

Tempo percorrenza  6/7 ore circa

Livello di difficoltà E

Dislivello + 1.000 metri circa

Dislivello – 1.000 circa

Accompagnatori: Andrea Ribolini, Sauro Quadrelli

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5-6-7-8 luglio  GRAN SASSO

Gitone della sezione al Gran Sasso d’ Italia

Escursionisti E/E

Accompagnatori: Bigini , Lazzoni, Musetti, Riccardi, Alberti

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29 luglio APPENNINO MERCATELLO – RONDINAIO

Lungo ma non difficile escursione circolare, con la salita del Monte Rondinaio, importante rilievo del lungo crinale che costituisce il gruppo montuoso Giovo – Rondinaio. Dopo aver raggiunto il Rifugio Casentini m. 1.240 si lasciano le faggete e si sale alla foce di Giovo, dove la strada ducale scende nel versante emiliano, un percorso da ultimo su cresta di blocchi scistosi, ci conduce alla cima del M. Rondinaio m. 1.970. Scesi in direzione del Lago Baccio, valicata una piccola insellatura, si continua la discesa fino al Lago Turchino, posto in bellissima posizione sotto i ripidi contrafforti del Rondinaio Lombardo.

Si risale poi brevemente alla Foce di Giovo e dopo una visita al rifugio Mercatello del CAI di Lucca, si rientra al punto di partenza.

Rifugio Casentini m. 1.240 – Foce di Giovo m. 1.670 – Monte Rondinaio  m. 1.970 – Lago Turchino  –  Rifugio Casentini

Tempo percorrenza  6 ore circa

Livello di difficoltà  E

Dislivello + e -  800 metri circa

Accompagnatori: Bigini , Lazzoni, Musetti, Riccardi, Alberti

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11 - 12 agosto Rifugio Nello Conti Alba in Tambura

Tradizionale escursione di San Lorenzo al Rifugio Nello Conti con la possibilità di salita alla vetta della Tambura per ammirare l’alba. Possibilità di pernottamento in rifugio. Per ragioni organizzative iscriversi al più presto.

Difficoltà:E-EE

Ore di cammino: 3 al rifugio+1,5 per la vetta Dislivello: 900 m al rifugio+450 m per la vetta.

Accompagnatori: Manfredi Fabio, Quadrelli Sauro

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26 agosto  APPENNINO TORSANA - GROPPI DI CAMPORAGHENA - LAGASTRELLO

Percorso suggestivo lungo la catena dei Groppi.

Partenza dal piccolo paese di Torsana m. 900 si sale ripidamente nella costa del bosco di cerri abeti e faggi, attraversando un ponte su un piccolo orrido. La salita è sempre costante e deve prestare attenzione dopo aver lasciato il bosco di faggio, quando la tracce di sentiero è appoggiata nel crinale roccioso e ricoperto di paleo che conduce dopo aver superato alcune vallate, la Foce del Bufanaro m. 1800 circa. Ora si apre la vista per la valle di Succiso, dei Ghiaccioni e Pietra Tagliata, posta sulla spalla del M. Alto m. 1, 905 (la vetta più alta della catena dei monti della provincia di Massa Carrara).  Giunti alla Foce dopo una piccola sosta, si devia per crinale aereo a sinistra direzione del M. Acuto fino a raggiungere la Sella del M. Acuto m.1700, da dove inizia la discesa nel versante Sud – Mare verso foce Torsana dove entriamo nuovamente nel bosco di Faggio fino a raggiungere una sterrata forestale che ci conduce ad un parcheggio m. 1.200,  posto sotto il passo del Lagastrello dove troviamo le auto che in precedenza era state portate, per poi fare ritorno a Torsana.

Torsana m. 900 – Foce del Bufanaro m.1.800 – Sella M. Acuto m. 1.700 – M. Palera m.1.400 e arrivo strada sterrata sotto il passo del Lagastrello m.1.200 (ritorno a Torsana in auto)

Tempo percorrenza  7/8 ore circa

Livello di difficoltà EE

Dislivello + 1.000 metri circa

Dislivello – 600 circa

Accompagnatori: Bigini , Lazzoni, Musetti, Riccardi, Alberti

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16 settembre FERRATA SIGGIOLI

Il percorso si sviluppa in un bello e regolare sperone roccioso della spettacolare pare nord del Pizzo d’Uccello. La partenza da Ugliancaldo m.800 circa dalla sbarra posta lungo strada sterrata si devia a sinistra si raggiunge la Cava dei Vecchi Macchinari cava del Cantonaccio. Oltrepassate le cave si entra nel bosco e superate facili fasce roccioso, si raggiunge un ballatoio alberato ai piedi delle placche basali dove il cavo metallico indica chiaramente l’inizio della Ferrata SIGGIOLI m. 980 circa.

La risalita della ferrata è faticosa, dapprima in aderenza con alcuni passaggi un po’ atletici fino a raggiungere un piano inclinato con presenza di alberelli. In breve si raggiunge la cresta dello sperone. I successivi due terzi del percorso ferrato, si sviluppano sul filo della cresta, la pendenza è quasi costante, solo attenuata da alcuni pulpiti per poi arrivare su una lastra di marmo bianco e rosa che offre ottime condizioni di aderenza. Si raggiunge quindi la Foce Siggioli m. 1.400 circa  da dove si rivede la luce del sole sbucando sulla Costiera della Capradossa. Da questa postazione spettacolari gli scorci del M. Pisanino, del M. Cavallo e del M. Gendarme.

Ora ha inizio il rientro e imbocchiamo il sentiero si sinistra n.181 che fedelmente percorre il filo della Costiera di Capradossa (percorso molto aereo) fino a raggiungere il massimo della quota m. 1.470 circa. Inizia ora la discesa lungo prati e proseguendo decisamente a sinistra lungo il sentiero n.192 fino a raggiungere il Poggio Baldozzana m. 1.330 circa. Entrati poi nel bosco si prosegue rapidamente fino a raggiungere la marmifera a pochi metri dalla sbarra.

Ugliancaldo m. 800 – Cantoni di Neve – attacco Vecchia Ferrata Siggioli m.980 – Foce Siggioli m. 1.390 – Costiera di Capradossa m. 1.470 – Poggio di Baldozzana m. 1.330 - Ugliancaldo

Tempo percorrenza  7/8 ore circa

Livello di difficoltà EEA

Dislivello + e - 700 metri circa

Accompagnatori: Bigini , Lazzoni, Musetti, Riccardi, Alberti

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7 ottobre MONTE SELLA - MONOROTAIA

E’ una delle più lunghe vie di lizza che percorre un dislivello di ml. 1270, detta anche lizza denhman dal nome dell’ingegnere che ha ideato il sistema di progressione del carico sulla lizza  e che è stato proprietario della cava negli anni 20

Partiamo da Renara per raggiungere il parcheggio all’imbocco della grotta Buca di Renara dove potremo lasciare le auto al termine della via sterrata e raggiungiamo a piedi il  piano di caricamento, dove inizia  il tracciato della monorotaia, e dove è ancora visibile una vecchia slitta di carico. Lo sviluppo della rotaia è costantemente affiancato da gradini in cemento, spesso larghi non oltre 40/45 cm, che sono ormai in alcuni punti un po' degradati. La lizza risale faticosamente il Fosso del Chiasso, tenendolo a sinistra. Le pendenze sono elevate. Alle nostre spalle il monte Altissimo.

Dopo circa un’ora di cammino, la letteratura indica in  2.500 gli scalini ,  siamo finalmente all'uscita del Fosso del Chiasso

Ancora 30 minuti in  salita ripida  e il panorama inizia ad aprirsi sul Sella, sul Macina e la cresta del Vestito. In questa zona sono presenti gli edifici che servivano da ricovero per i cavatori e per i macchinari. Incontriamo sulla a sinistra, ben segnato di rosso il bivio per la Focola del Vento, che percorreremo in discesa, noi proseguiremo verso la vetta del Monte Sella sulla via di lizza che a tratti scompare fino a perdersi nel ripido tratto erboso che annuncia la vetta. Sosterremo prima della vetta alla casa del custode, in splendida posizione panoramica sul Monte Sagro, il golfo di La Spezia  e le cave di Piastreta e se il tempo sarà limpido potremo spaziare su tutto l’arcipelago toscano .

Raggiunta la vetta con visuale  a 360 gradi su alpi appennino e mare rientriamo fino alla case dei cavatori e imbocchiamo il sentiero della Focola del vento per raggiungere l’imbocco del sentiero 165 che da Resceto porta alle cave Cruz, scendiamo il canale Piastriccioni o  e raggiungiamo Resceto.

Dislivello ml. 1200

Tempo percorrenza 6 H.

Difficoltà     EE

Accompagnatori: Bigini , Lazzoni, Musetti, Riccardi, Alberti

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14 ottobre INTERREGIONALE ALLA PIETRA DI BISMANTOVA – CAI SEZIONE DI REGGIO EMILIA

Interregionale alla Pietra di Bismantova organizzata dal Cai di Reggio Emilia, con programma da definire.

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21 ottobre CAPRIGLIA - MONTE LIETO – SANT’ ANNA STAZZEMA

Il sentiero che collega Capriglia a Sant’Anna di Stazzema attraversa luoghi particolarmente significativi per la lotta di liberazione in Versilia infatti, a fine luglio del 1944, in questa zona si verificarono vari scontri tra i reparti nazifascisti e i partigiani fino all’eccidio del 12 agosto che vide il massacro di 560 persone inermi.

Da Capriglia (401 m) si inizia a percorrere l’antica mulattiera (segnavia CAI 3A) fino alla località Le Foci (588 m) da dove si continua in leggera salita passando lungo i versanti del monte Anchiana e del monte Ornato. Giunti a Casa Buffoni si prosegue per il segnavia 3A che sale fino alle case del monte Rocca (867 m) da dove si raggiunge, per traccia molto panoramica la Foce di Sant’Anna (834 m). Si continua brevemente sul segnavia 3 in direzione di Farnocchia per poi prendere una traccia che, con percorso ripido, raggiunge la panoramica vetta del monte Lieto (1.019 m).

Si scende dal versante opposto (cresta sud-est) fino alla Foce di Farnocchia (Le Focette 872 m) dove troviamo il segnavia Cai 4 che ci porta fino a Sant’Anna di Stazzema dov’è possibile visitare il museo della resistenza e il Sacrario ai Martiri di Sant’Anna.

Per il ritorno si segue la carrareccia con segnavia SAV che porta alla zona mineraria dell’Argentera dove i segni dell’attività estrattiva risalgono all’epoca degli etruschi e dei romani. Raggiunta Casa Buffoni si torna a Capriglia seguendo il percorso dell’andata.

Difficoltà:E

Dislivello:+600, -600

Ore di cammino:6/7

Accompagnatori: Manfredi, Quadrelli, Riccardi, Mazzei

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28 ottobre ALPI APUANE CASTAGNATA SOCIALE

Tradizionale appuntamento autunnale al Pian della Fioba aperto a tutti i soci e non soci.

 

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4 novembre  TAMBURA – CAVE CRUZZE

La partenza da Resceto m. 450 con percorso ripidissimo per antiche via di lizza in un ambiente molto selvaggio e panorami mozzafiato. Imboccato il canale dei Vernacchi si raggiunge il Ponte dei Pisciarotti si sale ripidamente e poi si devia a destra lungo un tratto scalinato che porta al crinale che costeggia al Canale della Neve. Superati due ponti della lizza ormai distrutti, si raggiunge il bivio all’Acqua m. 1.050  dove ha inizio il sentiero n. 164 e poco dopo si entra nel sentiero n. 160 che sale ripido tra rocce e paleo e si attraversano parti conservate della via di lizza per poi entrare nel boschetto con la presenza di due tratti di cavetto attrezzato. Entrati nel bosco della Selvarella m. 1.350 circa, posto sotto l’Alto di Sella, si raggiunge la casa omonima e si entra nella via di lizza dove il primo tratto va dritto verso il monte, per poi curvare a sinistra , per mantenersi poi intagliata nelle piastre marmoree dell’Alto di Sella. La via supera la Cava delle Gruzze m. 1650 circa, si raggiunge la Cava della Focetta con vista sul Rifugio dei Campaniletti. Ora si taglia sotto il Passo tambura attraversando un diagonale in roccia attrezzato per poi scendere ripidamente nella valle che porta al Rifugio Nello Conti “CAMPANILETTI” m. 1.450. Dopo visita e giusta sosta si fa ritorno a Resceto, proseguendo lungo la storica via Vandelli.

Resceto m. 450 – Canale dei Vernacchi – bivio all’Acqua m. 1.050 – Selvarella m. 1.350 – Cave Cruz m. 1.650 – rifugio Nello Conti Campaniletti m. 1.450 – via Vandelli - Resceto

Tempo percorrenza  8 ore circa

Livello di difficoltà EEA

Dislivello + e – 1.100 metri circa

Accompagnatori: Bigini , Lazzoni, Musetti, Riccardi, Alberti

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25 novembre SENTIERI DELLA VERSILIA – BORGHI STORICI DI SERAVEZZA

L’escursione, con percorso ad anello, tocca gran parte delle frazioni collinari del Comune di Seravezza. Si parte dal centro storico del capoluogo (50 m) e percorrendo una mulattiera, in gran parte ancora integra, si arriva alla frazione di Giustagnana (345 m) situata in una zona altamente panoramica. Si continua sempre in salita ma su pendenze meno impegnative sino a raggiungere le case di Minazzana (500 m).

Dalla sede della Pubblica Assistenza di Minazzana si prende il “sentiero degli òmini” il vecchio percorso utilizzato fino a 30/40 anni fa dai cavatori per salire alle cave del monte Altissimo. Il sentiero percorre, in leggera salita, tutto il versante ovest del monte Cavallo fino ad incontrare il sentiero Cai 31 (775 m) che in discesa ci porta ad Azzano. Attraversato il paese, un sentiero in piano ci permette di raggiungere la località Cappella e il parco archeo-minerario di Fabbiano (400 m).

Dal paese una mulattiera ben conservata ci porta rapidamente  a Riomagno e a Seravezza.

Difficoltà:E

Dislivello:+700, -700

Ore di cammino:5/6

Accompagnatori: Manfredi, Quadrelli, Riccardi, Mazzei

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8 dicembre (SABATO) ALPI APUANE : MOSCETA FESTA AL RIFUGIO DEL FREO  - GITA MONTE CORCHIA-RIFUGIO DEL FREO

Un bellissimo itinerario ad anello della catena Sud della Alpi Apuane.

Dal Passo Croce m. 1.150 si procede salendo lungo la Lizza dei Tavolini,  si entra nel Canale del Pirosetto posto tra il terzo e quarto Torrione, è facile e suggestivo e porta senza difficoltà particolari all’inticima ovest m. 1.630 do dove la vetta del M. Corchia m. 1.680 è raggiungibile percorrendo una cresta aerea rocciosa. Da qua notevole è il panorama sulle vette delle Apuane. Ora si scende verso la selletta che supera le due vette del monte e verso il bivacco abbandonato Lusa – Lanzoni. Superato il rudere, si scende per traccia il crinale fino ad una lizza e poi piegare a sinistra tagliando tra prati ad incontrare il sentiero che conduce a Mosceta attraversando un piccolo bosco. Raggiunto il Rifugio Del Freo m. 1.180 facciamo sosta e vista all’interno.

Ripartiamo in salita con percorso ondulato e costante tra bosco prima di conifere e poi di faggio, fino a raggiungere Passo Fociomboli m. 1.250 e poi deviare a sinistra lungo strada sterrata fino a Passo Croce.

Passo Croce  m. 1.150 – Canale Pirosetto m. 1.350 – M. Corchia Ovest m. 1.630 – vetta del M. Corchia m. 1.680 – Rifugio Del Freo Mosceta m. 1.180 – Passo Fociomboli m. 1.250 – Passo Croce

Tempo percorrenza  7 ore circa

Livello di difficoltà EE

Dislivello + e – 700 metri circa

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